Giorgia Meloni forse non aveva previsto tutta questa sovraesposizione mediatica per frenare la “remuntada” del “NO”, anche se era prevedibile. Comunque, se non ci fosse stato il referendum, i centri di… deportazione in Albania sarebbero ancora deserti. E il “fun-zio-ne-ran-no” scandito con rabbia un paio d’anni fa dalla Premier di fronte alle sentenze dei giudici, resterebbe un verbo coniugato al futuro.

         Manca un mese al voto e questa volta,  senza squilli di tromba ma in tutta fretta, con un quadro normativo ancora invariato ma destinato a cambiare, i Centri… albanesi si riempiono. Forse solo per il tempo della consultazione referendaria, ma si riempiono.

         Infatti, il nuovo patto di immigrazione e asilo del Parlamento europeo entrerà in vigore solo a giugno e prevede che l’Europa faccia dei patti con i paesi candidati ad entrare nell’Unione per  il trattenimento dei migranti in transito.

Ora i problemi sono tre: l’Italia ancora non lo ha fatto e dovrà firmare un nuovo protocollo; sarà inoltre il paese contraente a gestire procedure e costi dei CPR;  bisognerà  vedere se l’Albania accetterà di caricarseli sulle sue spalle.

Un problema non da poco ma il nostro Governo se ne infischia. I Centri “fun-zio-ne-ran-no” e i migranti vanno “deportati” prima del voto di marzo.  E qui, “a pensar male si fa peccato ma…” scatta una possibile trappola: se un giudice particolarmente “ligio” bloccasse l’operazione, quale migliore occasione per accusare la magistratura di  ostacolare la politica antimmigrazione del Governo?  

         La cifra di questo governo di destra-destra è il pressapochismo e il cinismo.         Avviene con gli immigrati usati come “pacchi” postali in Albania, avviene in Sicilia dove Niscemi sprofonda per i mancati lavori di consolidamento che si sarebbero dovuti fare al tempo della Giunta di Nello Musumeci, attuale ministro per la Protezione Civile, e non sono stati fatti per aver “dirottato” in altre direzioni i fondi stanziati.

Oggi la storia si ripete. Niscemi continua a “morire”, le famiglie vengono sfollate, restando senza casa e senza lavoro. E i soldi? Dovrebbero arrivare ma intanto migliaia di euro vengono sperperati per le spese pazze della Regione: in testa, le esigenze del Cerimoniale per gli omaggi alle autorità italiane e straniere con oggetti rappresentativi dell’arte e delle tradizioni siciliane, i gadget ed i ricordini per i tanti visitatori e  l’ammodernamento della buvette di Palazzo d’Orleans.

 In previsione della stagione estiva si parla dell’acquisto, tra l’altro, di una mega gelatiera e di un granitore con 2 contenitori da 6 litri per le creme fredde da gustare con l’arrivo del caldo.  

E i controlli della Corte dei conti? Il governo Meloni l’ha riformata, come sta avvenendo per la Giustizia, limitandone le funzioni di controllo e le responsabilità per danno erariale, in particolare legate alla gestione delle risorse pubbliche.

E Niscemi? Aspetta e… spera!


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